L’opera esplora l’identità come un raffinato assemblaggio di esperienze.
Attraverso la tecnica mista e del collage di recupero su pagine di libri, stratifico memorie e linguaggi, creando un palinsesto di scritte, simboli orientali e frammenti numerici.
Il ritratto della donna diventa così un contenitore di storie — lette, vissute o sognate — avvolto in tonalità pastello che conferiscono al lavoro una qualità eterea. L’opera trasforma lo scarto in poesia, invitando l’osservatore a un ascolto silenzioso e universale.